<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6639820804183697078</id><updated>2011-09-21T16:51:05.020+02:00</updated><title type='text'>ComoUnica</title><subtitle type='html'>Appunti di viaggio sul futuro dell'informazione a Como e provincia</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://comounica.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Giorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08761718755252978881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_nA88Mh7dcjk/SZSt1fN6R9I/AAAAAAAAAc0/cn-cQidViGM/S220/giorgio2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>7</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6639820804183697078.post-9053781395738671216</id><published>2009-07-13T11:10:00.006+02:00</published><updated>2009-07-13T11:28:35.057+02:00</updated><title type='text'>Futuro dell'informazione (un anno e mezzo fa)</title><content type='html'>Sempre a proposito di "&lt;a href="http://www.stateofthenet.it/"&gt;State of the Net&lt;/a&gt;", sono andato a rivedermi gli appunti che avevo preso un anno e mezzo fa e mi sono ricordato di un altro intervento interessante.&lt;br /&gt;Per la precisione, &lt;a href="http://www.stateofthenet.it/2008/02/09/090208-i-sessione-i-giornali-non-sono-la-loro-carta-idee-per-sopravvivere-al-2013/"&gt;questo&lt;/a&gt; è il video.&lt;br /&gt;Mentre quello che segue è un resoconto sintetico che avevo a suo tempo stilato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stateofthenet.it/2008/02/01/i-relatori-di-sotn-marco-formento/"&gt;Marco Formento&lt;/a&gt;: Luca De Biase sostiene che la pubblicità su Internet non continuerà a crescere a due cifre come avviene in questi anni. C’è un altro elemento.Se io ho piccolo quotidiano locale (geo-referenziato), che vende 50 mila copie, ho un giro di affari di 40 milioni di euro. Pago 200 persone, genero economia su territorio. Cosa che su Internet non succede: se io ho 50 mila lettori, il massimo che posso permettermi è offrire una cena all’anno.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stateofthenet.it/2008/01/22/i-relatori-di-sotn-mario-tedeschini-lalli/"&gt;Mario Tedeschini Lalli&lt;/a&gt;: Nessuno sa se andiamo tutti a casa. È uno degli scenari possibili. Una delle condizioni per cui non si verifichi è che il giornalismo professionale possa fare una differenza più di quanta ne faccia oggi. Il timore è che possa non bastare: è condizione necessaria ma non sufficiente.In America ogni “occhio” che vede pubblicità in Internet vale 5 centesimi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Formento&lt;/strong&gt;: C’è uno studio che afferma che ci vorranno 20 anni prima che la forbice tra “paio d’occhi” pubblicità Internet e “paio d’occhi” pubblicità carta.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stateofthenet.it/2008/01/18/i-relatori-di-sotn-luca-de-biase/"&gt;Luca De Biase&lt;/a&gt;: Domanda di Gaspar Torriero è sensatissima: a chi credo? Giornalisti al servizio mio, cittadino e lettore, o dell’azienda per la quale lavorano?Domanda sensatissima se la premessa è la sua, cioè: la pubblicità è il fine e l’informazione soltanto lo strumento con cui si abbindola la persona per convincerla a vedere la pubblicità.Mia ipotesi invece è questa: esistono diverse piattaforme organizzative, tecnologiche e tutti possono contribuire per fare un’informazione migliore.C’è necessità a mio parere di un’informazione pubblica (nel senso che renda pubbliche le cose, che le faccia conoscere, come fanno i giornali, sia sulla carta sia on line). Qualcuno ha pagato il giornalista per informarsi, sapere, comunicare.La carta costa molto, ma è comoda, non si rompe se cade per terra, non ha bisogno di batterie, dura un certo tempo e ha una sua qualità, ma al pari dell’on line è resa giornale da un’organizzazione, che è popolata di persone: quanto indipendenti e quanto eterodirette non possiamo oggettivamente saperlo.Io propongo:primo: che si immagini, che si ipotizzi una re-definizione delle relazioni tra pubblico attivo e giornalisti/giornali professionali, partendo dal fatto che tutti siamo persone,secondo: ci sono piattaforme più adatte a una cosa o all’altraterzo: un’ipotesi di alleanza strategica tra le strutture che fanno informazione a favore dei cittadini, a favore del bene pubblico, contro il sistemo di strumentalizzazione delle persone che viene fatto in altri casi (compreso l’intrattenimento)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stefano Vita&lt;/strong&gt;: Registro questo conflitto riferito agli editori, contrapposti a giornalisti accusati di non dipendenza. A me, in maniera “talebana” mi piacerebbe che ci fosse anche un lettore, che faccia pressioni sull’editore, affinché capisca.Problema dei contributi pubblici: non esiste forse un dovere maggiore, una maggiore responsabilità per chi li riceve?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mario Tedeschini Lalli&lt;/strong&gt;: Una novità significativa è l’accordo interno trovato nella scorsa primavera a Repubblica, tra editore e dipendenti, che di fatto elimina la distinzione tra redazione per la carta stampata e l’edizione on line. Come si organizzeranno ne stanno ancora discutendo.La difficoltà maggiore per i giornalisti è di capire che l’interazione con il pubblico non è soltanto la lettera al direttore moltiplicata per due milioni. È qualcosa di più, anche se non si sa bene che cosa. Attenzione però ai falsi miti. Siamo sicuri che tutti quelli che comunicano in rete lo facciano su una base di rispetto. La mia esperienza mi dice il contrario e non solo nei confronti dei giornalisti. Ci sono delle zone della rete dove non esiste dibattito, né discussione, bensì soltanto insulto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Intervento dal pubblico&lt;/strong&gt;: Esempio di Trieste, editore quotidiano on line: i contatti riguardano non approfondimento, bensì cronaca, nomi dei morti e così via. Sesso e morte sono un “motore” non indifferente e ciò spiega perché i siti di Corriere e Repubblica si ostinano a pubblicare immagini di donne nude. All’estero succede, ma esistono tabloid appositi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Formento&lt;/strong&gt;: in Italia ci sono i free press che stanno adempiendo a questa funzione. Teniamo però presente che se in Italia si legge 10, in Germania si legge 60, e lo stesso vale per ogni nazione oltre Chiasso. La cosa più interessante è cercare di guardare alla società in cui viviamo e dove il tessuto sociale è povero è povera anche l’offerta di informazione.Non c’è un codice condiviso di valori da discutere, non soltanto accettare.Unica pubblicità terribile (e che infatti funziona) è quella televisiva.La pubblicità su Internet: siamo passati dallo 0.8% al 4% del fatturato nazionale e se arriveremo al 10% nel 2010 sarà anche possibile pensare di “restare sul mercato”.A parte il Wall Street Journal, che ha 700 mila abbonati, pochi sono i casi di quotidiani on line che si reggono sulle proprie gambe. Prendiamo il caso Corriere della Sera: fonti ufficiose dicono che hanno 5 o 6 mila abbonati on line. Niente. Soprattutto se paragonati a 5 milioni di lettori.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stateofthenet.it/2008/01/24/i-relatori-di-sotn-enrico-menduni/"&gt;Enrico Menduni&lt;/a&gt;: L’informazione non è un’insieme di notizie, ma forse in un giornale la prima cosa che compriamo è la gerarchia delle notizie e il mosaico della pagina, come viene “firmata” da una fonte giornalistica di cui generalmente ci fidiamo. Poi ci interessa il commento, poi cosa pensa quel giornale, come le approfondisce e ci interessa per “rimpastare” il tutto con le nostre opinioni, in modo da sostenere una conversazione decente nell’ambiente in cui viviamo. Questo è molto di più di una fornitura di notizie.Non dimentichiamo poi l’impatto “visual”, della tv, che intreccia informazione e spettacolo.Antonio VanuzzoImportanza della cross-medialità, cioè dell’offerta di più media.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.stateofthenet.it/2008/01/23/i-relatori-di-sotn-gaspar-torriero/"&gt;Gaspar Torriero&lt;/a&gt;: Servizi tg con fondo musicale, si confonde l’informazione con l’intrattenimento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Luca De Biase&lt;/strong&gt;: Tre punti di accordo.Primo la distinzione giornali – blog è vecchia. Non spiega abbastanza cosa vogliamo effettivamente trovare. Non funziona più. La categoria distintiva più utile è quella informazione professionale – informazione di mutuo soccorso.Secondo: le piattaforme sono sistemi per accedere alle cose e far partecipare le persone. Le piattaforme sono in competizione, c’è stata un boom di innovazione sulla carta.Terzo: il pubblico attivo può influire attivamente poiché pone i giornali professionali in situazione di concorrenza, e quindi impone di tenerne conto e adeguarsi. Il pubblico attivo deve però darsi consapevolezza dell’importanza che ha e dello sviluppo che può avere. L’avversario sono le forme di manipolazione dell’informazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6639820804183697078-9053781395738671216?l=comounica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comounica.blogspot.com/feeds/9053781395738671216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/futuro-dellinformazione-un-anno-e-mezzo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/9053781395738671216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/9053781395738671216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/futuro-dellinformazione-un-anno-e-mezzo.html' title='Futuro dell&apos;informazione (un anno e mezzo fa)'/><author><name>Giorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08761718755252978881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_nA88Mh7dcjk/SZSt1fN6R9I/AAAAAAAAAc0/cn-cQidViGM/S220/giorgio2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6639820804183697078.post-9028639260365518196</id><published>2009-07-11T16:49:00.002+02:00</published><updated>2009-07-11T16:54:29.629+02:00</updated><title type='text'>Gaspar Drastico (un anno e mezzo dopo)</title><content type='html'>Sul futuro dei giornali e, più in generale, dell'informazione su carta stampata, nel febbraio del 2008 a Udine si era tenuto lo "&lt;a href="http://www.stateofthenet.it/"&gt;State of the Net&lt;/a&gt;", al quale tra gli altri era intervenuto proprio &lt;a href="http://www.stateofthenet.it/2008/01/23/i-relatori-di-sotn-gaspar-torriero/"&gt;Gaspar Torriero&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Quel che ha detto è &lt;a href="http://www.gaspartorriero.it/2008/02/stateofthenet-il-mio-intervento.html"&gt;questo&lt;/a&gt;. Ciò che segue, invece, è una trascrizione (quasi) completa di quanto detto da Gaspar. Lo riporto per due motivi. Primo, perché è un riassunto piuttosto efficace di un pensiero drastico, ma che fa riflettere. Secondo, perché mi piacerebbe sapere se Gaspar ha cambiato idea, rispetto allora, e in che modo, in che direzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Satori”. “Satori” è una bella parola giapponese che vuole dire “comprensione”, “illuminazione”, “rendersi conto”, in qualche modo.Il “satori” è quando tu, attraverso un’intuizione, tu diventi un tutt’uno con quello che stai comprendendo e quando questa comprensione ti colpisce in mezzo agli occhi.Primo esempio.La Olivetti Logos 59, è datata 1973, e rappresentava lo stato dell’arte delle macchine calcolatrici da tavolo. Te la vendevano con un tavolo, ci volevano due persone per spostarla ed era dura di tasto. Contemporaneamente, nello stesso anno, la Sharp metteva in commercio la El 55, a batteria, con display a cristalli liquidi, (che sta tranquillamente nel palmo di una mano) e probabilmente in Olivetti stavano pensando che come qualità era inferiore alla loro, che era “più brutta”, “meno funzionale”, dal design meno prestigioso.La verità è che la Olivetti non fa più calcolatrici e tutti noi abbiamo la “funzione” della calcolatrice, in mille attrezzi che ci portiamo in giro (telefonino, palmare…).Mi sembra di vedere storie che si ripetono.C’è sempre qualcosa che a un certo punto accade, succede, e cambia il paradigma. Un certo modo di fare, da quel momento in poi, non funziona più. Nella Logos Olivetti “vedo” chi si ostina a fare le medesime cose, non accorgendosi di essere superato da un nuovo paradigma che gli passa sopra.Secondo esempio.Nel 1997 c’era un sito della Nike che per la prima volta presenta un’offerta personalizzata. Grazie alle prime macchine a controllo numerico era in grado di passare dalla produzione di massa a quella dei piccoli numeri. Tramite Internet ero contattato direttamente io, cliente, che potevo scegliere. Internet era un grande incrocio, che significava che la produzione di massa era “morta”, la distribuzione di massa era “morta”, la pubblicità di massa era “morta” (“morta” nel senso non di scomparsa, bensì dell’esistenza di alternative possibili e praticabili).Dieci anni fa però Internet era in mano quasi esclusivamente alle aziende.Terzo esempio.Nelle ore frenetiche dell’11 settembre 2001, in tv c’era un filmato in “loop” con commentatori che non sapevano cosa dire, anche i grandi siti di informazione erano bloccati. L’unica cosa che funzionava in quel momento erano i blog. Gente che viveva lì, raccontava quello che vedeva, storie di gente, di dispersi, nei commenti venivano fatte segnalazioni. Ho capito che il fenomeno dei blog era importante non in sé, non il blog, ma la rete, l’esser parte della rete dove c’era uno scambio di informazioni tra persone. Questa gente parlava con la propria voce, come parlerebbe a un amico, non erano voci autorizzate, erano spontanee. In quel momento ho capito che fino ad allora avevo ascoltato pubblicamente soltanto voci autorizzate, approvate, facenti parte del sistema, che di colpo suonavano come false, pompose, inascoltabili. Quella cosa mi colpì molto, tant’è che due mesi dopo aprii il mio blog.La novità fondamentale era il rispetto. Io, lettore, sono al tuo livello. Anzi, spesso ci cambiamo i ruoli: i divento scrittore e tu lettore.Nel rapporto c’è attenzione, ma il livello è paritario.Ogni giorno, si aprono ben 120.000 blog! Se ci pensate, è una cosa pazzesca. E così oggi la rete è una rete di persone e oggi le pagine Internet fatte da persone sono di più di quelle create da aziende, istituzioni, eccetera eccetera.Internet è diventato un mezzo di comunicazione e relazione personale. E però, alla luce di questo nuovo paradigma, ci sono molte cose stonate.Io, cliente Internet, non sono dotato di indirizzo fisso Ip (in pratica posso ricevere dati, ma non fornire dati), non banda larga e dunque non ho simmetria e non posso ottenere dati velocemente, ne darli.Il paradigma del mio accesso ad Internet oggi è ancora quello delle aziende, non quello delle persone.Penso che tra vent’anni, quando guarderemo indietro, parleremo di questi anni come della preistoria di Internet. Ci sono ancora tantissime cose che devono ancora cambiare.Se ci pensate il mondo dell’informazioni, dei giornali, della tv, ripropone una parità. Io do un soldo, tu mi dai una notizia. “Dimmi quello che devo sapere e che nessun altro mi può dire”, per cui io sono disposto a darti dei soldi in cambio.Oggi l’equilibrio è cambiato. C’è un rapporto diretto e paritario tra giornale e pubblicità.Io rimango molto insoddisfatto quando vedo che la carta viene riproposta pari pari sul web, come se il web non fosse quello che è.L’alternativa al filtro dei giornali è il mio filtro, cioè un aggregatore di notizie.L’alternativa al sito del giornale è il sito di Andrea Beggi, blogger, che mi dà molti più offerti (10 a zero rispetto al Corriere, ad esempio).C’è un’altra cosa. Andrea Beggi è più crediile perché Andrea Beggi non mi deve vendere niente. È più autorevole, perché parla di cose che sa (e anche quando non sa, accetta delle correzioni).Il problema è: “Come è sostenibile il blog di Andrea Beggi”?Io so che la redazione Internet di un giornale è autosufficiente, grazie alla raccolta pubblicitaria, si finanzia in modo decente. Questo perché la redazione on line è piccola e non ha bisogno di grandi mezzi.Se la redazione del Corriere o di Repubblica diventasse tutta on line, non potrebbe essere pagata. Qui vedo un disastro che potrebbe succedere.La pubblicità non funziona sul web. Chi è abituato a usare Internet usa “firefox”, usa “adblock”, che “eliminano” la pubblicità. È per questo che i miei amici dicono che sono un “talebano”.Quanti hanno ciccato su un banner pubblicitario?C’è un 2 per 1000 di “cliccatori” e sono le casalinghe americane che non sanno usare Internet.Per me “information overload” (abbondanza eccessiva di informazioni) è un mito che non esiste, perché io non sono il grande pubblico, io so cosa mi interessa, sono perfettamente in grado di filtrare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6639820804183697078-9028639260365518196?l=comounica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comounica.blogspot.com/feeds/9028639260365518196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/gaspar-drastico-un-anno-e-mezzo-dopo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/9028639260365518196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/9028639260365518196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/gaspar-drastico-un-anno-e-mezzo-dopo.html' title='Gaspar Drastico (un anno e mezzo dopo)'/><author><name>Giorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08761718755252978881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_nA88Mh7dcjk/SZSt1fN6R9I/AAAAAAAAAc0/cn-cQidViGM/S220/giorgio2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6639820804183697078.post-4272390136409361079</id><published>2009-07-10T14:51:00.002+02:00</published><updated>2009-07-10T14:56:39.838+02:00</updated><title type='text'>Innovazione e news a pagamento</title><content type='html'>Che grande cosa (e risorsa) sono gli amici.&lt;br /&gt;Riporto qui due link, su innovazione e comunicazione, segnalati rispettivamente da Frenz (Francesco Lietti) e Luca (Benincasa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=mAIo2MJ4ono"&gt;cliccate qui&lt;/a&gt; troverete un video in cui Mario Calabresi, direttore de "La Stampa" parla di innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/09_luglio_09/iab_pubblicita_layla_pavone_editoria_marco_pratellesi_94c8a6c4-6cbd-11de-864b-00144f02aabc.shtml"&gt;cliccate qui&lt;/a&gt; invece potrete leggere un articolo del Corriere di oggi, sulle "news a pagamento"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a Luca e Frenz.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6639820804183697078-4272390136409361079?l=comounica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comounica.blogspot.com/feeds/4272390136409361079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/innovazione-e-news-pagamento.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/4272390136409361079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/4272390136409361079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/innovazione-e-news-pagamento.html' title='Innovazione e news a pagamento'/><author><name>Giorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08761718755252978881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_nA88Mh7dcjk/SZSt1fN6R9I/AAAAAAAAAc0/cn-cQidViGM/S220/giorgio2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6639820804183697078.post-5590926940920236314</id><published>2009-07-09T22:04:00.007+02:00</published><updated>2009-07-09T22:27:09.162+02:00</updated><title type='text'>Obiettivo 2020 (domande affinate)</title><content type='html'>Riprendo il pensiero che l'amico Gaspar Torriero ha lasciato come contributo al precedente post, mettendo di mio solo i neretti. Al di là del condividerne o meno il pensiero, vorrei che molti colleghi e soprattutto i giovani che vogliono intraprendere la professione giornalistica avessero la sua lucidità e impegno d'analisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Mi sembra una ricostruzione troppo ottimista quando dici che l'informazione tra dieci anni non avrà abbandonato il modello attuale; e troppo pessimista quando dici che pochi giornalisti pagati male produrrebbero cattiva informazione.&lt;br /&gt;Il punto nodale mi sembra essere che &lt;strong&gt;in futuro si faranno cose molto diverse, non che si faranno di meno le cose che oggi si fanno&lt;/strong&gt;. E poi: quello che oggi chiamiamo "giornalismo" è in realtà una serie di attività molto diverse tra di loro, che sono diversamente influenzate dai nuovi mezzi.&lt;br /&gt;Una riflessione interessante potrebbe essere: &lt;strong&gt;quali parti di ciò che oggi chiamiamo "giornalismo" sono destinate a scomparire? Quali invece sono destinate a potenziarsi anche senza la carta?&lt;/strong&gt; Per esempio, io vedo malissimo l'attività di desk, ma vedo molto bene l'indagine; vedo malissimo la redazione che decide ogni giorno quali sono le notizie "importanti", ma vedo molto bene il giornale come centro di aggregazione sociale della sua comunità nel territorio".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaspar non merita una risposta frettolosa, per cui prometto di pensarci. Presto. Bene e presto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6639820804183697078-5590926940920236314?l=comounica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comounica.blogspot.com/feeds/5590926940920236314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/obiettivo-2020-domande-affinate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/5590926940920236314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/5590926940920236314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/obiettivo-2020-domande-affinate.html' title='Obiettivo 2020 (domande affinate)'/><author><name>Giorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08761718755252978881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_nA88Mh7dcjk/SZSt1fN6R9I/AAAAAAAAAc0/cn-cQidViGM/S220/giorgio2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6639820804183697078.post-3393746195017875255</id><published>2009-07-09T10:21:00.003+02:00</published><updated>2009-07-09T10:53:38.608+02:00</updated><title type='text'>Obiettivo 2020 (una risposta)</title><content type='html'>Tento una prima risposta (labile e parziale) alle domande precedenti.&lt;br /&gt;A mio parere l’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;informazione&lt;/span&gt; del 2020 non abbandonerà il modello attuale (qualcuno paga per essere informato, qualcuno paga per fare pubblicità sui mezzi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;informazione&lt;/span&gt;, qualcuno viene pagato per informare). Le proporzioni saranno però ricalibrate: le molte persone che saranno disposte a pagare per essere informate saranno in minor numero e, di conseguenza, ci saranno meno persone che potranno essere pagate per informare.&lt;br /&gt;Giornali e televisioni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;continueranno&lt;/span&gt; ad esserci, ma le nuove tecnologie &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;trasformeranno&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;radicalmente&lt;/span&gt; gli strumenti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;tradizionali&lt;/span&gt; a cui siamo abituati (non è un caso che anche i gruppi editoriali locali, pur con differenze notevoli, si stiano attrezzando per il web) e l’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;informazione&lt;/span&gt; diffusa (offerta da cittadini che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;spontaneamente&lt;/span&gt; offriranno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;informazioni&lt;/span&gt;, non a pagamento) sarà assai maggiore, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;erodendo&lt;/span&gt; il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;tradizionale&lt;/span&gt; bacino di competenze dell’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;informazione&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;professionale&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Con un minor numero di risorse economiche a cui attingere, i giornalisti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;professionisti&lt;/span&gt; dunque saranno in minor numero, rispetto al passato e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;probabilmente&lt;/span&gt; anche rispetto ad oggi. Le avvisaglie di questa tendenza ci sono già e consistono nella assunzioni con il contagocce di nuovi giornalisti, abbinata al &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;ridimensionamento&lt;/span&gt; delle testate storiche (La Provincia ha appena concordato tre &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;prepensionamenti&lt;/span&gt; e in un passato recente il Corriere di Como ha diminuito la forza lavoro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;giornalistica&lt;/span&gt; rispetto a quando era sorto e anche L’Ordine, che pure è segnale positivo essendo un giornale avviato ex novo, ha limitato al minimo i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;professionisti&lt;/span&gt; in organico).&lt;br /&gt;Non basta. I nuovi assunti sono retribuiti in  quantità e qualità assai più contenuta rispetto ai loro colleghi più anziani. Ciò è un bene per i gruppi editoriali, che risparmiano sul costo del lavoro (la voce che incide più sul bilancio aziendale), ma comporta seri rischi per quanto attiene la qualità dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;informazione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Riassumendo: un quadro realistico dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;informazione&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;professionale&lt;/span&gt; anche a Como tra dieci anni potrebbe consistere in pochi giornalisti, con una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;retribuzione&lt;/span&gt; pari a quella di comuni impiegati.&lt;br /&gt;Il rischio è quello di una deriva negativa, poiché pochi giornalisti pagati male &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;produrrebbero&lt;/span&gt; scarsa e cattiva &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;informazione&lt;/span&gt;, per cui ci sarebbero ancora meno persone disposte a pagare per riceverla, i ricavi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;scenderebbero&lt;/span&gt; e si &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;innesterebbe&lt;/span&gt; un circolo vizioso da cane che si morde la coda e muore di fame.&lt;br /&gt;Una situazione, insomma, che allarma sia i giornalisti, sia i gruppi editoriali seri, e che dovrebbe preoccupare anche i cittadini, esercitando l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;informazione&lt;/span&gt; quella funzione di controllo e contrappeso sulle varie forme di potere, politico ed economico (che sia davvero così non è per nulla scontato e il discorso merita un capitolo a parte).&lt;br /&gt;Come se ne esce, allora? Quali &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;contromisure&lt;/span&gt;, quali rimedi, quali attenzioni e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;atteggiamenti&lt;/span&gt; elaborare per evitare questa deriva?&lt;br /&gt;A mio parere è necessario un patto o quantomeno un'ideale comunanza di intenti tra giornalisti ed editori affinché il peggio sia evitato.&lt;br /&gt;Ciò si potrebbe tradurre nella rinuncia, da parte dei giornalisti, di alcune pretese da "casta", dannose per i bilanci e che "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;inflacidiscono&lt;/span&gt;" i giornalisti stessi. A fronte di questa rinuncia dovrebbe però &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;corrispondere&lt;/span&gt; fermezza ferrea nel fare in modo che il numero di giornalisti non venga &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;costantemente&lt;/span&gt; limato e che la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;contribuzione&lt;/span&gt; sia degna della funzione che si svolge.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6639820804183697078-3393746195017875255?l=comounica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comounica.blogspot.com/feeds/3393746195017875255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/obiettivo-2020-una-risposta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/3393746195017875255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/3393746195017875255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/obiettivo-2020-una-risposta.html' title='Obiettivo 2020 (una risposta)'/><author><name>Giorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08761718755252978881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_nA88Mh7dcjk/SZSt1fN6R9I/AAAAAAAAAc0/cn-cQidViGM/S220/giorgio2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6639820804183697078.post-4092829105694766190</id><published>2009-07-08T11:06:00.000+02:00</published><updated>2009-07-08T11:53:03.218+02:00</updated><title type='text'>Obiettivo 2020 (atto primo)</title><content type='html'>Scrivo sui giornali da quando avevo diciannove anni, il giornalismo è diventato il mio mestiere dal 1999, prima di andare in pensione mi aspettano almeno vent'anni e in più ogni giorno sono a contatto con giovani che vorrebbero fare il giornalista o hanno cominciato - nella più totale precarietà - a farlo. E' naturale che abbia a cuore il futuro di questa professione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le domande che attendono risposta sono molte. Ne riporto qui tre.&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Che modello di informazione ci aspetta da qui a, diciamo, il 2020?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il modello professionale attuale (molte persone che pagano per essere informate e poche persone che vengono pagate per informare) è destinato a durare?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ammesso che il modello professionale attuale resista, quali adattamenti, quali modifiche, quali cambiamenti deve attuare nei prossimi dieci anni?&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Intanto ci penso e appena ho un minuto di tempo provo a rispondere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6639820804183697078-4092829105694766190?l=comounica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comounica.blogspot.com/feeds/4092829105694766190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/obiettivo-2020-atto-primo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/4092829105694766190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/4092829105694766190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/obiettivo-2020-atto-primo.html' title='Obiettivo 2020 (atto primo)'/><author><name>Giorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08761718755252978881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_nA88Mh7dcjk/SZSt1fN6R9I/AAAAAAAAAc0/cn-cQidViGM/S220/giorgio2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6639820804183697078.post-1707437935932630314</id><published>2009-07-07T23:38:00.000+02:00</published><updated>2009-07-07T23:58:53.609+02:00</updated><title type='text'>Soltanto un inizio</title><content type='html'>Eccoci qua. Ieri l'altro sul &lt;a href="http://giorgiobardaglio.blogspot.com/"&gt;mio blog personale&lt;/a&gt; ho pubblicato &lt;a href="http://giorgiobardaglio.blogspot.com/2009/07/da-ieri-quando-leggevo-larticolo-di-uno.html"&gt;un post&lt;/a&gt; in cui dicevo di voler creare un "taccuino di appunti", con l'obiettivo di raccogliere il contributo di tutti i giornalisti legati in un modo o nell'altro a Como. Un laboratorio di riflessioni, opinioni, confronti per prepararsi al tempo avvenire, in modo da avere nei prossimi anni - diciamo i prossimi dieci anni - un'informazione robusta e migliore.&lt;br /&gt;Il dato di partenza è che la nostra città ha ben tre quotidiani (La Provincia, Corriere di Como, L'Ordine), una radio (CiaoComoRadio), una televisione (Etv) e qualche periodico (Giornale di Cantù e gli altri giornali del gruppo D-Mail, ma anche Leit Motiv, Il Comasco, Tale&amp;amp;a...) e non può essere un caso: significa che il terreno è fertile. Seminare non è un'opzione, bensì un dovere, una necessità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6639820804183697078-1707437935932630314?l=comounica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comounica.blogspot.com/feeds/1707437935932630314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/soltanto-un-inizio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/1707437935932630314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6639820804183697078/posts/default/1707437935932630314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comounica.blogspot.com/2009/07/soltanto-un-inizio.html' title='Soltanto un inizio'/><author><name>Giorgio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08761718755252978881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_nA88Mh7dcjk/SZSt1fN6R9I/AAAAAAAAAc0/cn-cQidViGM/S220/giorgio2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
